Una sega elettrica dal vecchio piazzale della stazione. Il vento sulle transenne e le voci degli operai. Odore di focaccia. Attraverso la stazione. Tutti sotto la grande attrazione: il tabellone delle partenze. Fuggo. Sulla banchina affiora un ricordo.

Altezza  164 larghezza 40.
Due uomini misurano la nuova sala di attesa. Per ora vi entrano dentro. Spariscono.

Rimango in attesa come un piccione appollaiato su un telefono pubblico.